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Riceviamo e pubblichiamo

La nostra risposta è scontata

Cari Medici di base genovesi,

abbiamo letto sul vostro sito dell’accordo siglato dai vostri colleghi con la regione Lazio.  Molti di noi sono anziani e pensionati poco esperti di questioni organizzative ma, purtroppo, ricchi di esperienze personali nel campo sanitario nella nostra regione che ci sembra sempre più sinistrata malgrado le roboanti ed entusiastiche dichiarazioni dei politici. Se abbiamo capito bene il burocratese, un cittadino laziale d’ora in poi potrà avere un suo fascicolo sanitario personale nel quale confluiranno sia i dati  in possesso del suo medico curante sia i referti di tutto quello che si ricava da tutti i risultati di prestazioni fornitegli dal servizio sanitario nazionale. Lo stesso cittadino potrà ottenere dallo studio del curante la prenotazione per tutti gli esami che il medico riterrà necessari senza sottoporsi alla solita corvè presso gli uffici dell’asl. In caso di necessità, anche fuori regione, fornendo la chiave elettronica dovuta alla privacy, qualsiasi medico o pronto soccorso potrà conoscere tutta la sua storia ed agire in modo appropriato per le sue esigenze di salute. Ci siamo informati e pare che la regione Lazio sia molto più indebitata della Liguria ma, da questo progetto evidentemente spera di ottenere un miglioramento del rapporto con i cittadini. Proviamo a simulare una situazione tipo, visto che abbiamo deciso di sostituire alla tradizionale partita a carte l’analisi della situazione delle nostre condizioni di vita:

il nostro amico Romoletto decide di passare il fine d’anno a casa di sua figlia che vive in Liguria. E’ pieno di acciacchi ma non si rassegna a fare il pensionato sedentario. Arrivato a Rapallo si sente male, lo portano in pronto soccorso in codice rosso. Romoletto viene ricoverato in attesa di accertamenti. Non ha con sè tutti gli accertamenti precedenti riguardanti le sue patologie principali perché il suo medico ha aderito all’accordo regionale. Da bravo paziente ha seguito tutti i suggerimenti del suo piano e quindi può fornire al medico del pronto la chiave informatica per aprire il suo fascicolo elettronico dal quale verrà aggiornato sugli ultimi dati, compreso il diario terapeutico e curato in sicurezza.

Al contrario il nostro amico Giobatta ha dovuto prenotare gli esami allo sportello dell’Asl sopportando code interminabili; la regione Liguria ha deciso infatti di risparmiare sospendendo il servizio CUP presso lo studio del curante e non si sogna neanche di continuare la sperimentazione di invio diretto in automatico dei nuovi dati al computer del medico. Se GB finisce in un Pronto di Roma si sente chiedere dal medico che lo accoglie la chiave informatica per entrare nel sito regionale e non riesce a capire, poverino, di cosa si sta parlando perché in Liguria questo servizio non esiste neppure.

Ma cosa siamo diventati nella regione che, fino a qualche anno fa, aveva eccellenze come l’IST, San Martino, il Galliera ? Figli di un dio minore? E voi che ne pensate?

Il gruppo dello scopone “scientifico”

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www.lavocedelmiomedico.it

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