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Carenza di Medici di Famiglia:aria di burrasca in arrivo

Supponendo di risolvere le graduatorie OGGI siamo comunque scoperti per 4 anni...

Dopo l’emergenza posti letto in ospedale, arriva l’allarme medici di famiglia. Sono sempre meno, come denunciato da diversi esponenti. Sono anni che viene segnalata la mancanza di nuovi medici. Rispetto ai tanti che vanno in pensione, sono pochissimi quelli che entrano.  Il problema è che per risolvere questa cronica assenza ci vogliono quattro anni, anche con il raddoppio delle borse di studio. Ormai è un’emergenza e per risolverla serve una risposta emergenziale.

Secondo l’istituto previdenziale dei camici bianchi, quest’anno i pensionati saranno più o meno lo stesso numero ma il prossimo sono previsti 2.700 pensionamenti, quello dopo ancora 3.500, fino a toccare il tetto dei 4.000 per altri quattro anni. In sei anni mancheranno 21mila medici (circa il 45% del totale) e in alcune zone d’Italia, come al Nord, è già emergenza.  Ormai bisogna metterci una toppa, perché non c’è più tempo e la soluzione è quella di aumentare il massimale (1.500 il numero di pazienti che può avere un medico di famiglia) e strutturare gli studi medici con più collaboratori. È una risposta emergenziale, ma è l’unica per far fronte a un’emergenza.  Ormai si è accesa la spia dell’emergenza. Nel 2021 avremo la fuoriuscita di 650 Medici. Significa che quasi un milione di utenti resterà senza medico. A Roma la situazione è migliore, mentre nelle province è un problema grosso, anche perché ci sono zone in cui non vuole andare nessuno.

La soluzione, secondo quanto dichiarato sempre all’agenzia Dire dal segretario regionale della Fimmg  (il principale sindacato dei medici di famiglia),  è quella di “aumentare il massimale, ovviamente in presenza di una riorganizzazione territoriale che permetta al medico di assistere tutti i pazienti.  Mediamente nel Lazio ci saranno 300 pensionamenti l’anno, fino al 2021. È un problema, quindi, che non si farà sentire subito. Ma dopo? Come si farà? È importante intervenire subito con il raddoppio delle borse di studio, con i rimpiazzi che provengono dalla graduatoria presente, ma in generale c’é un problema di ricambio generazionale evidente e  la situazione più grave si registra al Nord Italia. C’è il caso della Lombardia: di 670 posti per medico di famiglia messi al bando, 400 sono rimasti vacanti. E non perché le sedi siano rappresentate da villaggi montani. Nella città di Milano, ad esempio, per 62 incarichi si sono presentati in 16. In linea, quindi, con la media regionale. Molto simile la situazione in Veneto. Motivo. Troppi pensionamenti rispetto ai giovani che concludono il ciclo per diventare medico del territorio. Soluzione? Necessario “aumentare, raddoppiare il numero delle borse di studio”, dice Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, “poi bisogna snellire la burocrazia”. “Oggi, i giovani aspettano almeno due anni prima di entrare dopo la chiusura dei corsi, anche se i posti ci sono” ricorda aggiungendo come “aumentare il numero massimo di pazienti può essere una soluzione momentanea. Ma potrebbe anche non servire”. Attualmente infatti ogni medico di famiglia in Italia può avere al massimo 1500 pazienti. Numero che nei prossimi anni potrebbe aumentare fino a duemila. Scelta comunque che non basterebbe a sopire l’emergenza.

Eppure sono anni che dall’ambiente medico se ne parla e mai nessuno a livello politico si è mosso. Né prima né ora.

www.fimmgnotizie.org/web/html/client.aspx?did=176&nid=18340

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