Salute

13 milioni di italiani rinunciano alle cure

Emilia Romagna la Regione più efficiente

Tredici milioni di italiani che rinunciano a curarsi, oltre 320 mila viaggi della speranza dalle regioni del Sud, con un costo di 1,2 miliardi di euro, e spese legali per contenziosi che ammontano a 175 milioni di euro, circa 480 mila euro al giorno.

È quadro della sanità in Italia che emerge dall’IPS, l’Indice di Performance Sanitaria realizzato, per il terzo anno consecutivo, dall’Istituto Demoskopika sulla base di otto indicatori: soddisfazione sui servizi, mobilità attiva e passiva, risultato d’esercizio, disagio economico delle famiglie per spese sanitarie, spese legali, costi della politica e speranza di vita.

«Lo studio – ha detto il presidente di Demoskopika Raffaele Rio – conferma un divario tra Nord e Sud, nonostante qualche miglioramento rilevato in alcune realtà meridionali, e la difficoltà evidente di erogare un’offerta sanitaria appropriata, nel rispetto dei vincoli dell’efficienza condizionata dalle risorse scarse disponibili». Tra i fattori principali di rinuncia alle cure ci sono «motivi economici» (10,9% dei casi) e le «lunghe liste di attesa» (9,8%). L’8,9% del campione intervistato ha detto di non curarsi «in attesa di una risoluzione spontanea del problema» o, addirittura, per «paura delle cure» (2,9%). In questo quadro, si inseriscono i 320 mila «viaggi della speranza». I primati, positivo e negativo, relativi alla mobilità vanno, rispettivamente, a Molise e Sardegna. È il Molise, infatti, a essere la regione che ha il maggior rapporto di pazienti residenti in altre realtà, con il 28%. Di contro la Sardegna ha un rapporto tra ricoveri e non residenti dell’1,5%. In valori assoluti le regioni che attraggono il maggior numero di pazienti non residenti sono Lombardia (163 mila ricoveri extraregionali), Emilia Romagna (109 mila), Lazio (78 mila), Toscana (69 mila) e Veneto (61 mila). In generale, è l’Emilia Romagna la regione in testa per efficienza del sistema sanitario, mentre Sicilia e Molise si collocano in coda.

Lo studio divide le regioni in «sane» – che sono 6 – «influenzate» (9) e «malate» (5). I sistemi «sani» sono, oltre l’Emilia (646,6 punti), Veneto (601,9), Marche (624), Umbria (581,7), Piemonte (497,4) e Toscana (591). Sono «malate» Campania (395,5 punti), Sardegna (384,4), Calabria (348,7), Sicilia (332,7) e Molise (309,9). Nel mezzo, tra le «influenzate», si trovano Friuli Venezia Giulia (552,7 punti), Trentino Alto Adige (527,4), Lazio (519,8), Liguria (504,6), Piemonte (497,4), Puglia (494,8), Valle d’Aosta (467,9), Abruzzo (431,3) e Basilicata (405,8).

Andando a chiedere un giudizio, secondo lo studio, sono quasi 4 italiani su 10 (36,7%) a dichiararsi soddisfatti dei servizi sanitari. I più «appagati» vivono in Valle d’Aosta (100 punti) seguiti da Trentino Alto Adige (90,8), Veneto (70,9), Emilia Romagna (66,5), Umbria (64,6), Piemonte (58,5), Liguria (54,4), Friuli (45,4), Marche (43), Lazio (34,7), Toscana (33) e Sardegna (32,5). In coda Campania, Abruzzo, Molise, Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata. Lo studio prende in considerazione anche la spesa per il mantenimento del management delle varie aziende, che nel 2017 è stata di 357 milioni, con un incremento del 14,8% sul 2016 (311 milioni). La regione più «spendacciona» risulta la Sicilia (11,6 euro pro-capite pari a 58,4 milioni). La più «parsimoniosa» sono le Marche (1,4 euro di spesa pro-capite per 2,1 milioni).

http://www.fimmgnotizie.org/web/html/client.aspx?did=176&nid=18961

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