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La Francia e le iniziative nel campo della Sanità

Se solo si potesse fare altrettanto in Italia... potremmo essere l'avanguardia

Ieri Emmanuel Macron ha sintetizzato il senso della sua nuova battaglia in un tweet. «Guardate chi è responsabile dell’intelligenza artificiale nei grandi gruppi mondiali: dei francesi. Abbiamo così tanti talenti, abbiamo tutto per affrontare questa sfida». L’obiettivo del nuovo piano annunciato dal Presidente è impedire che i migliori ricercatori del settore, in Francia frutto di una formazione d’eccellenza a livello mondiale per la matematica e l’informatica, continuino a trasferirsi nella Silicon Valley, perché più valorizzati, da tutti i punti di vista. Macron punta alla creazione di «campioni» in patria e al tempo stesso vuole attirare i colossi stranieri del web e dell’hi tech, perché portino avanti nel suo Paese le loro ricerche nel mare magnum dell’algoritmo.

Come? Con più soldi: un miliardo e mezzo di euro sono stanziati da qui al 2022. Ma Macron sa che non è su questo piano che può competere contro Usa e Cina, i più avanzati nel settore. Nel 2017 Pechino ha varato 22 miliardi di dollari su tre anni. Il presidente francese punta soprattutto a creare «un ecosistema propizio all’intelligenza artificiale». Si basa su un rapporto stilato da Cédric Villani, matematico francese (con quel suo look da dandy verrebbe da non prenderlo sul serio, ma ha vinto la medaglia Fields, il Nobel della matematica, nel 2010) e che ormai è anche deputato macronista. Su consiglio di Villani, Macron vuole favorire l’osmosi tra il mondo della ricerca pubblica e l’industria privata. Per i ricercatori sarà più facile creare delle start up e ha aumentato dal 20 al 50% la quota del loro tempo di lavoro da poter esercitare nel privato. Il Presidente, invece, non ha confermato (almeno per ora) una delle proposte dello scienziato-parlamentare, raddoppiare gli stipendi dei ricercatori. Quanto all’ecosistema, si tratta anche di facilitare la condivisione dei dati, in controtendenza con l’onda del momento (e lo scandalo legato a Facebook).

 

Uno dei campi dove i francesi puntano di più è la sanità. Ecco, i dati clinici degli ospedali pubblici saranno resi disponibili a chi studia nuovi algoritmi e applicazioni, che possano migliorare la gestione sanitaria e l’efficienza della medicina.

L’altro comparto sul quale Parigi sta scommettendo è quello dei trasporti. E Macron ha promesso un regolamento che dal 2019 renda possibile la sperimentazione sulle strade dei veicoli autonomi di livello 4 (il 5 è quello massimo). È anche partito alla caccia di nuovi investimenti stranieri: Samsung ha appena annunciato che realizzerà in Francia un centro di ricerca sull’intelligenza artificiale, il terzo più importante del gruppo nel mondo, dopo quelli negli Usa e in Corea del Sud. L’obiettivo di Macron è che la Francia non perda questa nuova battaglia tecnologica, dopo che ha ceduto su altre precedenti, vedi la robotica, indispensabile per mantenere un certo livello di produttività industriale. Nel Paese oggi sono operativi 32mila robot, la metà che in Italia. E in Germania sono 180mila.

www.lastampa.it/2018/03/30/esteri/dalla-sanit-ai-trasporti-macron-lancia-la-sfida-sullintelligenza-artificiale-NtbnkXIyZXgnUFkZjv9gPO/pagina.html

www.lavocedelmiomedico.it

 

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