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Avviso per le Regioni: il progresso avanza e non lo sapete

Aggiornarsi, per esempio?

Sarà probabilmente capitato anche a chi legge di avere avuto la necessità di consultare la Guardia Medica, il servizio di Continuità Assistenziale (C.A.) che, nei giorni festivi e negli orari notturni, garantisce la presenza di un medico sul territorio. Sarà anche successo di doversi rivolgere al proprio medico di famiglia, cercandolo in un giorno in cui era assente e di trovare quindi un suo sostituto.

Guardia medica senza continuità informativa sul paziente

Le differenze che saranno più evidentemente emerse tra queste due situazioni, che garantiscono entrambe la continuità delle cure primarie, è che nel primo caso il medico “di guardia” non conosce assolutamente niente sul paziente che sta visitando; invece il medico sostituto ha quasi sempre la possibilità di accedere al database ambulatoriale del medico di famiglia (o del pediatra di libera scelta), per poter consultare le patologie presenti e pregresse del paziente, la terapia in atto e le precedenti prescrizioni, le allergie, gli esami richiesti e, se il medico titolare ha la costanza di riportarli nel suo gestionale, anche i relativi risultati; riesce, cioè, ad avere, attraverso questi dati, le migliori consapevolezze della situazione clinica per poter fornire i consigli e le soluzioni più adeguate al caso.

La connessione al database è facilitata, chiaramente, dal fatto che il medico sostituto spesso opera nella stessa sede fisica dove normalmente lavora il medico titolare. Nel caso delle medicine di gruppo, ad esempio, si tratta, normalmente, di un collega dello stesso gruppo; nelle medicine “di rete”, è collegato con sistemi informatici di allineamento, sincroni o asincroni, al DB del medico titolare.

Al medico che lavora in Continuità Assistenziale (questa è la corretta dizione del servizio, … a fronte del fatto che non dispone, appunto, di alcuna continuità informativa) è precluso strutturalmente qualsiasi accesso alla scheda informatizzata ambulatoriale del paziente.Certamente il medico di C.A. lavora su postazioni logisticamente distanti dallo studio del medico di famiglia, ma non dovrebbe essere questa una limitazione invalicabile nel 2018, perché possa andare a colmarsi questo significativo gap organizzativo.

Sarebbe inoltre importante, come per altri sistemi che lavorano reciprocamente informati, che dell’intervento della C.A. avvenuto alcune ore prima, venga messo a conoscenza il medico titolare della scelta del paziente. In realtà è prevista la compilazione di un documento cartaceo da parte del medico di C.A., dove vengono riportati i motivi e gli esiti dell’intervento, che il paziente dovrebbe esibire al proprio medico. Accade, di fatto raramente, che questa documentazione venga recapitata con tempestività, impedendo quindi il determinarsi di quelle sinergie operative utili ad affrontare compiutamente queste situazioni.

Una ulteriore importante distorsione provocata da questi sistemi “informativamente disconnessi” è quella di precludere al medico di C.A. qualsiasi feedback assistenziale sul proprio operato. In altri termini questo medico non è mai in grado di conoscere le successive evoluzioni cliniche del caso trattato, non avendo così fondamentali elementi per valutare la congruità del proprio intervento professionale.

Se questo è il quadro attuale della continuità dell’assistenza medica sul territorio, esistono oramai soluzioni tecnologiche ed organizzative che possono aiutare ad affrontare efficacemente questi problemi.

La Guardia medica ignora i dati del paziente: ecco le soluzioni digitali al problema

www.lavocedelmiomedico.it

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