Salute

Cancro alla prostata

Gli esperti si confermano contrari allo screening generalizzato con test Psa

Gli esami di screening di routine per il cancro alla prostata non sono raccomandati per la maggior parte degli uomini, perché il beneficio ottenibile è esiguo e incerto, mentre sono presenti evidenti rischi, secondo quanto afferma un panel di esperti in un documento pubblicato sul British Medical Journal (BMJ). «Nonostante questo, è necessario riconoscere che alcuni uomini, come quelli con una storia familiare di cancro alla prostata, potrebbero essere più propensi a prendere in considerazione lo screening e che, per loro, è essenziale discutere di possibili danni e benefici con il proprio medico» aggiunge Dragan Ilic, della Monarch University di Victoria, Australia, primo nome del lavoro. Le raccomandazioni si basano sulle prove più recenti e si inquadrano nell’iniziativa “Rapid Recommendations” del BMJ che si propone di preparare guide rapide e affidabili basate su nuove prove. Il test dell’antigene prostatico specifico (PSA) è l’unico test ampiamente utilizzato attualmente disponibile per lo screening del carcinoma della prostata, e, pur essendo utilizzato in molti paesi, la sua utilità è controversa, in quanto ha causato l’aumento del numero di uomini trattati inutilmente per tumori innocui.

Il panel internazionale composto da medici, uomini a rischio di cancro alla prostata e metodologi di ricerca, basandosi su una revisione che ha compreso più di 700.000 uomini arruolati in studi clinici, sconsiglia l’offerta di screening di routine tramite test del PSA e afferma che la maggior parte degli uomini deciderà di non sottoporsi allo screening stesso a causa dei benefici piccoli e incerti e dei danni evidenti. Tuttavia, sottolineano gli autori, gli uomini a più alto rischio di morte per cancro alla prostata, come quelli con una storia familiare della malattia o di origine africana, potrebbero essere più propensi a decidere di sottoporsi allo screening del PSA dopo aver discusso dei potenziali benefici e dei rischi del test con il proprio medico. In un editoriale di accompagnamento, Martin Roland, della University of Cambridge, Regno Unito, si trova d’accordo con quanto concluso dagli autori del documento. «Mentre si attendono nuove possibilità diagnostiche, le conversazioni con i pazienti che richiedono un test del PSA dovrebbero esplorare le loro ragioni per richiedere un test e includere discussioni basate sulle prove circa possibili danni e benefici del test, dopo essersi informati sull’etnia del paziente e sulla sua storia familiare» conclude l’editorialista.

BMJ 2018. doi: 10.1136/bmj.k3519
https://www.bmj.com/content/362/bmj.k3519

BMJ 2018. doi: 10.1136/bmj.k3702
https://www.bmj.com/content/362/bmj.k3702

www.lavocedelmiomedico.it

Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Close