Salute

Ragionamento razionale circa 2019-nCoV (2)

Guido Silvestri Professore ordinario e capo dipartimento di Patologia alla Emory University di Atlanta, direttore della Divisione di Microbiologia ed Immunologia allo Yerkes National Primate Research Center, e membro dell’Emory Vaccine Center.

Si continua a parlare giustamente del nuovo virus 2019-nCoV la cui epidemia nata nella citta’ di Wuhan ha causato, ad oggi, ~14.000 infezioni e 304 morti. Come ovvio con questi numeri in rapida evoluzione c’e’ preoccupazione tra gli esperti – ma tra preoccupazione e panico c’e’ di mezzo un oceano.

Allora provo qui a fare brevemente il punto della situazione e ricordo – per chi non mi conoscesse – che di virologia un pochino ne capisco (>30 anni di esperienza, 253 articoli scientifici, e da sette anni editor di Journal of Virology, la piu’ vecchia e prestigiosa rivista di virologia al mondo).

1. IL VIRUS
Studiare il nuovo virus e’ fondamentale ed a questo ci pensa la scienza. Ricordo che 2019 nCoV e’ un virus a RNA, quindi con buona capacita’ potenziale di mutare. E’ per questo che si stanno alacremente sequenziando migliaia di questi virus. Conoscere la struttura genetica e molecolare di 2019 nCoV significa mettersi in condizione di sviluppare antivirali (small molecule inhibitors ed anticorpi) e vaccini (per questo ci vorra’ piu’ tempo). Ricordiamoci dunque, in casi come questi, di quanto sia importante sostenere e proteggere la scienza!

2. L’EPIDEMIA
L’epidemia e’ ancora in una fase di crescita e non sappiamo quando arrivera’ il “plateau” che corrisponde all’inizio della fine (ricordando che nCoV non causa infezione cronica al contrario di HIV o dei virus delle epatiti B e C). E’ importante sottolineare che la risposta epidemiologica e clinica – che ha l’obiettivo di circoscrivere il piu’ possible l’epidemia dopo il grande focolaio iniziale nato a Wuhan – coinvolge tutte le maggiori organizzazioni sanitarie mondiali, e’ bene coordinata, finanziata ed eseguita, il che mi rende molto ottimista.

3. LA MALATTIA
La malattia da nCoV e’ una sindrome da distress respiratorio acuto con mortalita’ intorno al 2-3% (dati ovviamente ancora in transizione). La maggior parte dei casi fatali avvengono in soggetti anziani e persone con patologie pregresse bronco-polmonari e cardiache (enfisema, scompenso cardiaco, etc). Al momento la terapia e’ di supporto, ma si stanno aggressivamente testando prodotti ad attivita’ antivirale.

4. I RISCHI E LA PREPARAZIONE
Al momento i rischi al di fuori della Cina sono molto bassi, direi minimi. Il che non vuol dire che non si debba monitorare la situazione e continuare a mettere in atto le necessarie misure di isolamento dell’epidemia, come stanno facendo le autorita’ sanitarie. Per fare un esempio: il rischio di ammalarsi di poliomielite in Italia e’ minimo, ma non per questo bisogna smettere di vaccinarsi. Quindi ruolo fondamentale per la PREPARAZIONE, nessun ruolo per l’allarmismo.

5. LA PROSPETTIVA NUMERICA
Come dicevo nel mio post precedente, e cercando di dare una prospettiva numerica alla situazione, il cancro del polmone uccide 40 persone al giorno in Italia (paese dove rimangono 12 milioni di fumatori) ed l’AIDS i 300 morti del nCoV li fa ogni TRE ORE (e lo fa ininterrottamente da oltre 30 anni), mentre l’influenza causa ~17.000 morti all’anno in Italia. Quindi per favore riflettiamo attentamente su questi numeri prima di farci prendere dal terrore.

6. PANICO? NO GRAZIE
Come sempre in ogni situazione di emergenza, e’ fondamentale usare la parte razionale del nostro cervello e cercare di controllare al massimo le reazioni emotive. E’ anche importante evitare fenomeni di discriminazione verso persone di origine cinese o verso stranieri o viaggiatori in generale. Preferisco non commentare su chi strumentalizza una epidemia di questo genere per la propria agenda politica, ma certe cose veramente vorrei non leggerle.

7. GLI ESPERTI
Ci sono molti esperti seri che stanno facendo informazione sui social in questi giorni, ognuno con il loro stile e con il loro “angolo” specialistico (il mio come sapete e’ quello di un virologo di base e clinico, mentre altri sono piu’ concentrarti sull’aspetto medico o epidemiologico o di salute pubblica etc.). Tra i siti ed i colleghi che raccomando metto in primis Roberto Burioni e Medical Facts di Roberto Burioni , poi Pier Luigi Lopalco (che e’ Presidente dell’associazione Patto Trasversale per la Scienza – PTS), Andrea Antinori (Spallanzani), Gianni Rezza e Caterina Rizzo (ISS), Ranieri Guerra (WHO), Andrea Cossarizza e Cristina Mussini (Modena), Marcello Tavio e Massimo Galli (SIMIT), e tanti altri.

8. I COMPLOTTISMI.
Purtroppo girano anche questi (l’ultimo e’ quella di un virus “sintetico” generato in un laboratorio militare cinese attaccando pezzi di HIV al virus della SARS). Sono tutte delle enormi BOIATE.

Prof. Guido Silvestri.

www.lavocedelmiomedico.it

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