Salute

Cercare di capire come sono andate le cose un mese fa per sapere cosa aspettarci adesso.

Qualche mistero intorno ai numeri del 2019-nCoV.

È molto complicato valutare la reale situazione e la pericolosità del coronavirus con le statistiche che abbiamo a disposizione, perché ci fotografano quello che è accaduto 30 giorni fa, non il presente.

Per motivi che ho detto più volte, i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità non sono particolarmente utili per valutare la reale situazione e la reale pericolosità del coronavirus, ma possono essere di spunto per un’importante riflessione.

Coronavirus dati

I dati sul coronavirus aggiornati al 10 febbraio

Guardate questa tabella, presa da Time Magazine: oltre 42mila casi e oltre 1.000 morti. Poi ci sono quasi 4.000 guariti. Ma se sottraiamo a 42.000 prima 1.000 e poi 4.000 rimangono ancora in ballo 37.000 pazienti. Dove sono finiti?

Sono in ospedale e stanno combattendo con la malattia. Come i due cinesi che, ricoverati il primo febbraio, sono dopo dieci giorni ancora intubati in rianimazione allo Spallanzani di Roma.

Stiamo analizzando ciò che è successo un mese fa

Questo è un problema per fare i conti precisi con questo virus. Tra il momento del contagio e il momento dei primi sintomi passano sei giorni. Quindi, i casi che vediamo oggi sono il risultato dei contagi di sei giorni fa. Poi la gente si ammala e va all’ospedale. In seguito alcuni si aggravano e finiscono in rianimazione. Dopo molti giorni dal momento del ricovero i pazienti guariscono (per fortuna in gran parte) o non ce la fanno e muoiono.

Ma la morte o la guarigione possono avvenire a un mese dal contagio. Noi paragoniamo questi dati di mortalità (e di guarigione) ai contagi che avvengono oggi, ma in realtà dovremmo usarli con i dati di un mese fa.

Tutto questo rende molto complicato in questo momento valutare gravità e letalità di quest’infezione. Una cosa è certa: un’epidemia sarebbe in grado di mettere in ginocchio anche il sistema sanitario più efficiente del mondo. Faremmo bene a pensarci ora, per essere pronti nel malaugurato caso in cui la Cina non riuscisse a contenere l’infezione, e non ci riuscissimo neanche noi attraverso l’isolamento di chi da quelle parti proviene.

 

Roberto Burioni

 

Fonti:

https://time.com/5772481/china-coronavirus-latest/

Coronavirus: i dati di oggi ci servono per capire cos’è successo un mese fa

www.lavocedelmiomedico.it

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