Salute

Alcune considerazioni in corso di pandemia

Cosa ci insegna Covid-19

 

Alcune considerazioni in corso di pandemia.

Questa faccenda del Covid-19 non si esaurisce in una settimana o alla scadenza di un termine predefinito. Si tratta di una pandemia e come tale può durare settimane se non mesi. Verosimilmente entro un paio di anni dovremmo avere nel vaccino antiinfluenzale anche la componente Covid-19  e si spera che molte persone si sottoporranno alla vaccinazione senza obiettare infantili questioni di metalli pesanti o fantascientifiche reazioni avverse.

Questa pandemia offre lo spunto a diverse riflessioni.

Il Sistema Sanitario Nazionale ha finora dimostrato essere una macchina da guerra in grado di sopportare carichi indicibili di lavoro. I suoi componenti: medici, infermieri e altri si stanno prodigando oltre ogni immaginazione. Sorge immediatamente alla mente il degrado nel quale questo Sistema Sanitario è stato spinto da anni di politiche sbagliate, mortificanti e denigranti. Finanziamenti sempre più ridotti, tagli a posti letto e reparti, accorpamenti insulsi e quant’altro. Non solo: una mentalità distorta, da infanzia viziata si è accanita sui membri di questo Sistema Sanitario aggredendo Medici e Infermieri quasi fosse colpa di queste persone se la diagnosi al parente si dimostrava infausta.

Per anni ha serpeggiato il messaggio che la Medicina è in grado di guarire qualsiasi male e quindi al primo intoppo, al minimo insuccesso ecco le recriminazioni nei confronti di quegli Operatori innocenti che hanno solo cercato di svolgere bene il proprio mestiere. E questi Operatori, adesso, stanno svolgendo il proprio mestiere in maniera eccellente, da fare invidia al mondo intero. Siamo l’unico Paese ad aver fornito fin dall’inizio numeri corretti e informazioni veritiere e stiamo riuscendo a contenere uno tsunami sanitario mai visto in epoca moderna.

Ma non finisce qui: le varie figure del Servizio Sanitario sono state volutamente osteggiate per anni da una politica volta alla ricerca di consensi, di voti e piaceri, disinteressandosi dell’unico concetto che importava: la Salute. Si è pensato a tagliare, a favorire i prediletti, ad ignorare le richieste. Non si è quasi mai chiesto il parere ai tecnici interessati, raramente i Medici sono stati interpellati per delle scelte in merito al tema della Salute. Degli amministrativi privi di preparazione, ottusamente volti a soddisfare una perversa macchina burocratica che si alimenta del proprio inutile lavoro hanno stilato regole insensate, hanno cosparso il terreno di cavilli pronti ad esplodere al passaggio del malcapitato, hanno volutamente sabotato un processo produttivo che – se lasciato libero – può curare invece di appassire su sterili moduli che si coprono di polvere in fondo a cassetti difficili da aprire. Hanno obbligato a seguire un inutile percorso che non solo non interessa a nessuno ma complica la vita a Sanitari e Pazienti e fa sì che si perda di vista il malato. Il perverso sistema burocratico ha esattamente fatto perdere di vista il paziente ai sanitari. Ormai occorre tenere mente e occhi su un monitor che snocciola permessi, noticine, piani sanitari e impedimenti vari invece di guardare in faccia il paziente per chiedergli “come va”.

Questa distorta visione della Salute da parte della politica e dei cittadini ha fatto sì che gli stessi pazienti finissero per avere una distorta visione del Sistema Sanitario. Prima era tutto garantito, tutto gratuito, tutto fattibile. Poi poco a poco ci sono state le restrizioni fino a giungere ad uno stato di tensione tra cittadini e Medici dove gli uni chiedono cose che gli altri non possono dare. Ma si fa credere che non le vogliono dare. Creando quindi un attrito mai visto prima tra quelli che la Salute cercano di tutelarla e quelli che la pretendono ad ogni costo. Come si è arrivati a questa bassezza? Quella che doveva essere la figura più prestigiosa nel bosco umano si ritrova ad essere una Cenerentola bistrattata e vessata, alla quale si chiede ogni meschinità, dalla quale farsi soddisfare qualsiasi capriccio. Il Medico è stato portato ad una figura di impiegatuccio che deve mettere il timbro per ottenere la prestazione che spetta di diritto, senza discutere.

Non è così che si cura e non è così che si potranno ottenere risultati nel prossimo futuro.

Per non parlare poi di una ricerca ridotta al lumicino: grandi speranze giovanili buttate via a spese dei contribuenti per una logica clientelare perversa e distruttiva quanto un virus letale. Se non si investe sui giovani, sullo studio e  sulla ricerca restiamo per sempre nell’oscura vallata della superstizione e del populismo sterile. Occorre nutrire le menti per vederle volare in alto.

Questa pandemia deve aprire gli occhi a tutti quanti: ai Medici e agli Infermieri che realizzano OGGI che senza il lavoro massacrante e senza orari, gonfi di responsabilità che stanno svolgendo in maniera eroica, la società si disgregherebbe. Se quel 3% di morti diventasse mai un 10% (cosa estremamente verosimile) si potrebbe scatenare un clima da guerra civile. Devono aprire gli occhi i cittadini: capire che la categoria dei Sanitari è al loro fianco e che questi due mondi devono riavvicinarsi malgrado la burocrazia. Devono capirlo gli amministrativi: il loro tempo è giunto al termine: hanno creato più danni che vantaggi. Devono capirlo i politici: sono chiamati a gestire la Cosa Pubblica, non sono autorizzati ad appropriarsene. La Sanità non vuole e non deve essere un bacino di voti. La Salute è una cosa sacra e va mantenuta ad ogni costo.

Dr. Rinaldo Picciotto

www.lavocedelmiomedico.it

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