Salute

Le incognite di una fase sconosciuta, quella della collaborazione.

Nulla potrà essere come prima.

Fase 2: ovvero convivere più o meno normalmente con il virus.  Non è un “liberi tutti” per fare quello che si faceva ancora tre mesi fa. E’ cambiato tutto e verosimilmente questi cambiamenti resteranno tra noi per parecchio tempo. Il caffè al bar di una volta resterà un ricordo: prenderlo con i guanti di gomma, isolati da un plexiglas sul quale magari si vedono macchiette di dubbia origine, nulla sarà più come prima. Poter chiacchierare al banco per prendere una pausa e circolare sempre con la maledetta museruola di stoffa che anche i cani si vergognerebbero a portare creerà un disagio mai conosciuto in precedenza. Chi immaginava a Natale 2019 quello che stiamo vivendo ora? Cambierà la scuola, cambierà la sanità, cambierà l’intera società.

Il virus è e resterà tra i piedi finché: 1) o ci sarà un vaccino efficace; 2) oppure il virus stesso deciderà di levare il disturbo (ipotesi piuttosto remota). Quindi se non vogliamo fare le cose a caso occorrerà stare molto, molto attenti a ogni passo, a ogni incontro, a ogni occasione. Purtroppo ogni persona incontrata fuori di casa va vista come un potenziale infetto che può arrecare danni imprevedibili.

Indipendentemente da tutte le dietrologie che vogliono vedere un disegno mondiale di asservimento delle popolazioni, una genesi da laboratorio del virus, l’esperimento sfuggito di mano, l’ingigantimento di una sindrome influenzale poco più virulenta e così via, la situazione legata al virus è indubbiamente drammatica. Solo chi frequenta le rianimazioni e le unità intensive, solo chi parla con gli anestesisti, i cardiologi, gli infermieri di reparto sanno di cosa si tratta. Tutti gli altri hanno idee raccolte in rete attendibili o meno che esse siano.

Covid-19 è una brutta bestia; un virus di cui sappiamo poco e che gioca scherzi feroci. I sintomi sono abbastanza noti pur se molto variopinti ma la diagnosi strumentale non è semplice: tamponi orofaringei (che tutti vorrebbero fare) falsamente negativi anche se più volte ripetuti per poi magari essere positivi solo se rettali. Esami sierologici ancora inaffidabili intorno ai quali alcuni hanno fiutato il bizness proponendoli a cifre non proprio economiche e comunque di una dubbia qualità. La disorganizzazione generale non aiuta certo perché ogni Regione procede in ordine sparso come un esercito le cui guarnigioni obbediscono ad altrettanti comandanti. Nessuna guerra si riesce a vincere in questo modo anche perché il virus non si ferma al confine tra Lombardia e Piemonte. Che nel resto del mondo le cose non siano poi tanto diverse è poco consolante. La burocrazia infernale  impedisce ad alcuni medici di dedicarsi ai pazienti perché troppo impegnati con le carte e preoccupati di qualche rivalsa legale in un secondo momento. L’esasperazione di chi si sente agli arresti domiciliari e la pena di vedere multare chi voleva solo risolvere qualche banale problema personale fa male a vedersi. Il disagio psicologico serpeggia con sempre più vigore e c’è chi si chiede se vincere il virus valga il prezzo di perdere la salute mentale o di vedere sciogliersi gli anziani in casa senza più speranze di una vita normale: persone che sono arrivate a oltre 90 anni subendo guerre di quelle con le bombe e vorrebbero semplicemente uscire per comperarsi il pane fresco e fare due chiacchiere con il verduraio. E’ dura per tutti.

Per ora la Sanità è ancora portata in cima al piedestallo, non si sa fino a quando. Perché ogni tanto qualcuno se ne esce adducendo responsabilità ad un settore o l’altro del mondo sanitario. A medici e infermieri questi  discorsi ricordano molto le tecniche di depistaggio di chi deve nascondere qualcosa. Della serie: inventiamoci un colpevole prima che qualcuno ci chieda di rendere conto. Una vecchia musica già sentita tante volte. La Politica ha delle grandi responsabilità che tutti sappiamo e si spera che le persone ricordino bene quanto finora successo.

La ripresa sarà dura per tutti i settori e la gestione delle malattie non sarà cosa di poco conto. La conduzione degli ambulatori medici dovrà sottostare a delle regole ferree dalle quali non sarà possibile derogare: il minimo errore potrebbe significare il rischio di fare ammalare qualcuno o anche più persone in un colpo solo. Da più parti stanno nascendo delle vere e proprie “linee guida” per la gestione degli ambulatori medici sia ospedalieri che per la medicina generale; queste fanno già capire quanto ogni cosa sarà diversa rispetto a pochi mesi fa.  Innanzi tutto la mascherina sarà d’obbligo in qualunque spazio chiuso, anche i guanti sono indispensabili e il detergente sarà usato senza risparmio. Sfortunatamente tutte merci non sempre reperibili con facilità ma finché ci sono si useranno. Le visite dovranno svolgersi sempre e solo su appuntamento per non rischiare di avere più di 2 persone in sala di attesa e di conseguenza gli appuntamenti saranno più lunghi e diradati. Quindi ovvio che molte visite si dovranno fare utilizzando la tecnologia: telefono, cellulare, video conferenza, immagini inviate tramite apparati elettronici ecc. Questo già accade in alcuni ambulatori ma diventerà la regola. Purtroppo da lì non si può scappare. E’ in corso una petizione per ottenere il  F.S.E.:  fascicolo sanitario elettronico         (https://www.fascicolosanitario.gov.it/)  sicura modalità per condividere le informazioni tra territorio e ospedale, unico strumento per avere un  metodo razionale di programmazione e di prevenzione in collaborazione con Ospedale e Guardia Medica per delineare un percorso semplice di accertamenti e cure,  permettendo ad ogni cittadino di avere sempre il proprio medico accanto 24 ore su 24 rendendo possibili anche programmazioni sulla prevenzione come già si sta facendo per le vaccinazioni. E per inciso l’antiinfluenzale quest’anno è oltre modo consigliato per ovvie ragioni.  In compenso il più delle ricette potrà essere fornito in maniera virtuale tramite sms o mail e questo rappresenta forse l’unico vantaggio conseguente alla pandemia. Inoltre molti referti viaggeranno in maniera virtuale con buona pace della legge sulla privacy. Le visite domiciliari se indispensabili, dovranno sottostare ad una procedura rigorosa: casa abbondantemente aerata, solo il/la paziente presente in stanza, distanziamento sempre, uso dei presidi da entrambe le parti: medico e paziente. Solo a pensarci di una tristezza sconfortante eppure il rischio viaggia a doppio filo: molti, davvero tanti saranno portatori asintomatici del virus (ne abbiamo già la certezza) e il rischio potrà arrivare sia dal paziente verso il medico che viceversa. Molti si sono ammalati in ospedale perché non sono state create zone “Covid-free” mischiando le capre con i cavoli. Occorrerò molta, ma davvero molta collaborazione tra personale medico e  pazienti perché altrimenti non se ne verrà a capo.  Gestire ogni giorno le varie patologie con la presenza del  virus è come accarezzare il pelo di una bestia feroce dove il minimo errore rischia di essere fatale. Per medico e paziente.

Finora la gestione dall’alto ha lasciato molto a desiderare; se vogliamo venirne fuori occorre che la gestione dal basso sia perfetta. Ogni cosa deve funzionare come un meccanismo bene oliato, altrimenti siamo tutti spacciati.

Per firmare la petizione sulla Fascicolo Sanitario Elettronico seguire il link:

                                           https://www.change.org/Fascicolo_Sanitario_Elettronico_Una_Sanità_Moderna

 

Dr. R. Picciotto.

www.lavocedelmiomedico.it

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