Microplastiche: grandi problemi in vista.

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Fertilità: studio su microplastiche in fluido follicolare donne

Scoperta, per la prima volta, la presenza di microplastiche nei fluidi follicolari di donne che si sottopongono a procreazione medicalmente assistita. La ricerca “First evidence of microplastics in human ovarian follicular fluid: an emerging threat to female fertility”, visibile in preprint sulla piattaforma medxriv – realizzata da Luigi Montano, Salvatore Raimondo, Marina Piscopo, Maria Ricciardi, Antonino Guglielmino, Sandrine Chamayou, Raffaella Gentile, Mariacira Gentile, Paola Rapisarda, Gea Oliveri Conti, Margherita Ferrante, Oriana Motta è già stata sottoposta ad una importante rivista internazionale – sarà presentata giovedì 11 aprile al settimo Congresso nazionale della Società italiana di Riproduzione umana (Siru) che si terrà a Bari. Questo studio, attraverso un approccio metodologico innovativo, non solo ha rilevato la presenza di nano e microplastiche (concentrazione media di 2191 particelle per millilitro), ma anche la dimensione al di sotto di 10 micron (diametro medio di 4.48 micron), evidenziando una correlazione fra la concentrazione di microplastiche e alcuni parametri collegati alla funzione ovarica. “Questo ultimo aspetto, alla luce degli effetti negativi sull”apparato riproduttivo femminile ben documentati in campo sperimentale nel mondo animale, ci preoccupa non poco – commenta il dottor Luigi Montano, Uroandrologo dell”Asl di Salerno, coordinatore del progetto di ricerca EcoFoodFertility, nonchè past president della Siru – queste stesse sostanze, infatti, non solo hanno un effetto diretto di danno sulla funzione ovarica attraverso diversi meccanismi, in primis lo stress ossidativo, ma fanno anche da ‘cavallo di Troia’ ad altre sostanze notoriamente tossiche, come metalli pesanti, ftalati, bisfenoli, diossine, policlorobifenili e secondo recenti studi, anche veicolo di virus, batteri e protozoi. Si tratta di sostanze dalle dimensioni pulviscolari, che penetrano in profondità nel nostro organismo e che vengono introdotte nell”organismo con l”acqua che beviamo, il cibo che mangiamo, l”aria che respiriamo e anche attraverso la pelle con i cosmetici ad esempio”.
 Già la presenza di microplastiche era stata individuata, sempre per la prima volta, dal gruppo guidato da Montano nelle urine e nello sperma e pubblicate rispettivamente sulle riviste internazionali Toxics nel gennaio 2023 e Science of The Total Environment nel luglio 2023. “In conclusione, questa scoperta rappresenta una conferma di quanto la contaminazione della plastica sia da considerare un”emergenza da affrontare nell”immediato e che il ritrovamento di microplastiche nel liquido follicolare che è a diretto contatto con i gameti femminili rappresenta di per sé una minaccia significativa all”integrità del nostro patrimonio genetico che viene trasmesso alle future generazioni”, affermano coralmente gli autori dello studio.